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S. Maria de Norgillo (Norbello)

Seconda metà del XII secolo. Giudicato di Arborea, curatoria di Guilcer.

Maria Cristina Cannas
 

La più antica attestazione dell’intitolazione si trova nella scheda 126 (databile fra il 1164-1174) del Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, dove si nomina un serbu e un prebiteru de sancta Maria de Norgillo. La chiesetta, eretta su tombe di età bizantina, nonostante il disadorno aspetto esterno in conci di basalto, è un unicum nel panorama del Romanico in Sardegna e riveste rilevanza storica: internamente conserva la rappresentazione, purtroppo lacunosa, del rito penitenziale di consacrazione, testimoniato da dieci croci (due absidali sono perdute), e attuato da Barusone e Dorgotori Pinna. Lungo una stilatura di intonaco delle pareti laterali, le croci di tipo latino patente con impugnatura a spina e entro mandorle, sono graffite e dipinte in minio rosso. Cinque a sinistra e cinque a destra, intervallate da epigrafi in minuscola documentaria, schematiche figure, segni-marca dei muratori medievali, tutti a carattere simbolico. La forma delle croci non muta, quella delle mandorle muta lungo il percorso, che si svolge da sinistra verso destra, entrando dal portale di facciata. La chiesa è stata accostata all’ordine dei Templari (documentato in Sardegna dal 1198 al 1308), per via delle croci entro mandorle, molto simili al sigillo del precettore templare dell’Aquitania (1251-1307). Nella Santa Maria, nella parete sinistra dopo la prima mandorla sono l’epigrafi: Ego Barisone Pinna qui faço custa clesia pro sa anima mia [….] Ego Vo(rgotori) P(inna) qui pi[..](the)nsu [….]. Un asinello tangente la base della croce della seconda mandorla, come a sostenerla sulla groppa, procede verso l’iscrizione; è l’unica immagine rivolta con le terga all’altare. Tra la quarta e quinta mandorla è l’epigrafe: Ego Barisone Pinna que sacrate custa [ecclesia de] sancta Maria… pro s[anima mia] et de patre nostre et lode [….]. Nella parete destra, tra la prima e la seconda mandorla è l’epigrafe: Ego Dorgotorio Pinna que fatho custa litteras [….] mastre[….] gu[….]. All’interno dello spazio sacro dell’ultima mandorla si trova un cavaliere in arcione, con la lancia uccide un cervo posto al di fuori. Nel lato opposto un cavaliere sulla testa di un grande pesce si incunea all’interno. La rappresentazione fa parte dell’immaginario medievale, associata alle navigazioni visionarie che sottendono percorsi iniziatici, come nella Navigatio Sancti Brendani Abbatis (di Clonfert, ca 484-575), dove si descrive l’approdo su un’isola-pesce. Delle varie tradizioni nella versione neerlandese (Il Viaggio di san Brandano -seconda metà del XII sec.), si è vista la possibilità di un legame con l’attualità, allusivo all’ordine dei Templari, anche perché la peregrinazione penitenziale viene imposta per un grave peccato commesso. Tangente la traversa destra della croce un segno curvilineo si innalza terminando in un piccolo rettangolo. Potrebbe trattarsi di ciò che rimane della Navicula Petri (Matteo, 4, 18-19; Marco, 1, 17-18); o della nave di Giona (Matteo, 12, 39-41; Luca, 5, 1-4). Fuori dalla mandorla due segni a irregolari denti di sega, mutili inferiormente, sembrano chiudere il percorso. Un ornato? un segno-marca? (vedi San Pietro di Zuri –1291). Visto l’aspetto del rito attestato da testimonianza scritta, potrebbe essere una formula contratta di invocazione conclusiva del percorso epigrafico: AMN AMN in maiuscolo, sul tipo di quella che chiude diversi documenti e testi narrativi, come nel VSB “Cristo nostro Signore ci ascolti, / per sua diletta madre Maria! / AMEN AMEN”.

Tracce bibliografiche

Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, Maurizio Virdis (ed.), CUEC, Cagliari 2002, schh. 126, pp. 83, si veda anche la sch. 174, pp. 118-119.

Maria Cristina Cannas, Elisabetta Borghi, Nel segno della croce. Le pitture murali della chiesa di Santa Maria della Mercede a Norbello, Tipografia ghilarzese, Ghilarza 2000.

Maria Cristina Cannas, Le rappresentazioni medievali della caccia in Sardegna, comparate agli ordinamentos de silvas della Carta de Logu dell’Arborea e altri documenti - parte prima, in Biblioteca Francescana Sarda, XV, S’Alvure, Oristano 2013 pp. 183-266.

Anna Luisa Sanna, Raffaele Manca, Donatella Salvi, Santa Maria della Mercede a Norbello, ISKRA, Ghilarza 2016.

Massimiliano Vidili, I Templari nella Sardegna medioevale, in Gli Ordini religiosi in Sardegna nel Medioevo un problema aperto, (Dresda 2013,  c. d. s.).