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Il governo

Gian Giacomo Ortu

 

Il governo del giudicato si esplica a due livelli: come potere di comando sulla popolazione attraverso una gerarchia di ufficiali e come esercizio del diritto di giudicare mediante delle corti di giustizia. Nell’Europa medievale i due livelli sono in verità largamente sovrapposti e pressoché confusi nel concetto di «iurisdictio». Così è pure nella Carta de Logu, anche se il termine «giurisdizione» non vi compare mai.

Gli ufficiali di governo e i componenti le corti di giustizia (coronas) devono operare nel rispetto letterale dei capitoli della Carta de Logu, altrimenti le loro azioni e sentenze sono nulle, ed essi stessi passibili di sanzione (CXXXIX). Chi si trova a ricoprire un incarico nella giurisdizione regia non può svolgerne un altro a beneficio di particolari, ad evitare la confusione tra la sfera della res publica e la sfera degli interessi privati (LXXIII).

La gerarchia dell’ufficialità giudicale scaturisce dall’ampiezza non tanto delle funzioni, quanto della competenza territoriale. Officiali maiore, di grado più elevato, è l’armentargiu de Logu (XXXVI, CI), che ha competenza sull’intero giudicato e svolge le sue funzioni in ogni ambito giurisdizionale: esecutivo, patrimoniale, fiscale e giudiziario. È lui a presiedere normalmente la «Corona de Logu», a stretto contatto con il giudice e la corte. L’ufficiale di grado immediatamente inferiore è il curadore, che svolge analoghe funzioni sulla scala distrettuale, nella curadoria o contrada. Al terzo e ultimo livello sta il maiore de villa, che ha competenza ristretta ad un singolo villaggio, ma con responsabilità di pari latitudine.

A prescindere dal ruolo eminente dell’armentargiu de Logu, il vero perno del governo del territorio è il curadore, che presiede le corti di giustizia distrettuali (coronas de curadore, LIV), raccoglie e comanda le milizie, svolge funzioni di polizia e ha la responsabilità più generale di imporre il rispetto delle leggi e delle consuetudini in ogni ambito della vita civile (si occupa persino della redazione dell’inventario dei beni del defunto ab intestato e dell’eventuale affidamento dei suoi figli minori, CI). Tutti questi ufficiali sono affiancati nell’esercizio delle loro funzioni da jurados, uomini liberi sottoposti a giuramento.

All’apice di questa gerarchia di ufficiali si trova la corte del giudice, articolata in almeno due uffici centrali, l’Audiensia (LXXIII) e la Camara, cui fanno capo, rispettivamente, il sistema giudiziario e l’amministrazione economica, patrimoniale e fiscale. In entrambi gli uffici, alla legalizzazione e verbalizzazione degli atti sono addetti dei notai e degli scrivani, che sono peraltro normalmente presenti anche nelle coronas.

La gerarchia dei livelli di comando si riflette nella gerarchia delle istanze giudiziarie: corona de maiore, corona de curadore corona de Logu. Quest’ultima, presieduta normalmente dall’armentargiu de Logu (ma talora anche da un curadore), si tiene soltanto nelle ricorrenze della Domenica delle Palme, di San Marco (25 aprile), di San Pietro (29 giugno) e di San Nicola (6 dicembre). Un tipo speciale di corte di giustizia, con funzioni non sappiamo se di appello o di conciliatura, è la corona de chida de berruda, composta di anziani, che si tiene ad Oristano e può avere carattere ordinario, in giorni non festivi, o straordinario, quando si riunisce in occasione delle feste di San Giovanni, Sant’Agostino e San Marco di Sinis (CXXI, CXXII). Un’ulteriore istanza giudiziaria, al livello distrettuale urbano, è la corona de potestati, presieduta dal podestà di Oristano (LIII; LXXIII).