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L'ordine francescano nel giudicato di Arborea

Umberto Zucca †
 

L’ordine dei Frati Minori, nato nel 1209 con san Francesco (1182-1226), perviene nel giudicato d’Arborea mentre ne è reggente Guglielmo di Capraia (1241-1264).

In Oristano il convento di S. Francesco è già realtà il 19.10.1252, quando fra Pietro da Genova, “custode dei frati minori” della città e dell’Isola, si reca a Orratile (vicino a Guspini) da Gottifredo, figlio del giudice Pietro I, lo confessa e con fra Gerardo è teste al suo testamento. La patria di fra Pietro, Genova, rimanda al capitolo generale ivi celebrato nel 1244 (che poté inviarlo per tale fondazione), mentre Gottifredo che lo chiama al suo capezzale è indice di un legame già nato tra i francescani e la casa giudicale d’Arborea che li ha accolti e sostiene, come documenta il testamento di Ugone II (1336) confermante ai frati di Oristano provvigioni elargite dai predecessori. A questi invece è da ascrivere: la prima sede di convento e chiesa (la struttura romanica databile alla prima metà del ’200); la successiva trasformazione, sotto Mariano II (1264-1297), della primitiva chiesa in sacrestia, e la fabbrica ˗ in stile gotico ˗ di più ampia chiesa, di nuovo convento (con portale d’ingresso da via S. Antonio), e di refettorio/sala civica (il piano terra dell’attuale convento).

Pochi ma di rilievo sono altri frati legati alla città e al giudicato: fra Giovanni, eletto arcivescovo dal capitolo dei canonici (1258) ma non confermato dal papa; i quattro arcivescovi Aleardo (1258-66), Alamanno di Bagnoregio (1299), Leonardo Aragall (1301-06), ligure, Ugo(1306-08), inglese; nel 1368 fra Grazia de Villa confessore delle clarisse e fra Francesco Marras, presenti alla dotazione di Mariano IV al monastero di S. Chiara; nel 1382 i fratiCristoforo e Elia, che sotto Ugone III fanno fondere la “martinella” a richiamo dei fedeli e della corona cittadina; nel 1428 il confessore delle clarisse fra Cristoforo, il guardiano del convento fra Ludovico e il vescovo di Usellus fra Giacomo Lubera presenti alla consacrazione della chiesa di S. Chiara.

Per il periodo giudicale e marchionale, la varia valenza assunta dall’insediamento di S. Francesco – religioso-pastorale (celebrazioni liturgiche, sacramento del perdono, predicazione, cura spirituale dei fedeli con il Terz’Ordine Francescano), civica (luogo d’incontro della corona della città), sociale e devozionale (chiesa luogo di sepoltura e meta di pellegrinaggio) – è documentata da lettere del 1329-30 di re Alfonso III d’Aragona, da codici liturgici (secc. XIII-XV), da capolavori artistici per il culto (reliquiario c.d. di S. Basilio sec. XI/XV, statua di Santo vescovo di Nino Pisano, reliquiario della vera Croce sec. XIV, Crocifisso gotico doloroso di fine sec. XIV-inizio XV, Croce astile sec. XV).

Benché passato al Giudicato solo nel 1263, anche il convento eremo di Monte Rasu, illustrato dalla presenza e poi sepoltura del beato Giovanni Parenti (†1240), ministro generale dell’ordine dopo s. Francesco, è sede di altri frati francescani.

Tracce bibliografiche

Devilla, I Frati Minori Conventuali in Sardegna, Gallizzi, Sassari 1958, pp. 197-214, 259-270, e passim.

Zucca, La presenza francescana: dall’impianto dell’Ordine all’Osservanza (secc. XIII-XV), in Gli Ordini religiosi in Sardegna nel Medioevo, un problema aperto.Atti del convegno di studi Oristano 8.04.2011, parte I, §§ 2.2-3;3.2; II, §§ 2.2.4; 2.5; III, §§ 3.1; 3.4, passim.